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Circolare 7.2026 – Regime fiscale e reddito imponibile degli ETS (Enti del terzo settore)
Dal 1° gennaio 2026, sono diventate operative nuove disposizioni fiscali per gli enti non profit con P.IVA, tra le quali si evidenzia:
– ODV e APS con ricavi da attività commerciali inferiori a € 85.000: possono optare per il regime forfetario “rafforzato” (c.d. super-forfetario) di cui all’art. 86 D.Lgs. 117/2017;
– ODV e APS con ricavi da attività commerciali superiori a € 85.000: possono applicare l’art. 86 senza le semplificazioni IVA;
Sotto il profilo IVA, le semplificazioni più rilevanti in termini di alleggerimento degli adempimenti si concentrano, in particolare, nel regime art. 86 CTS per ricavi da attività commerciali inferiori a € 85.000 e nel regime L. 398/1991 (quest’ultimo solo per ASD/SSD che ne hanno titolo). In entrambi i casi, il legislatore riconosce:
– esonero dagli adempimenti IVA ordinari come, ad esempio, LIPE e dichiarazione IVA annuale
– esonero dagli obblighi di certificazione/memorizzazione e trasmissione telematica nei casi previsti
Allegata circolare di approfondimento.
Circolare completa: Apri file
Ente non profit – Aspetti generali civili e fiscali
Il mondo del non profit è in continua espansione ed ha assunto un posto importante nel contesto dell’attuale vita sociale ed economica. Il volontariato è tutelato dalla legge e la stessa concede vantaggi fiscali alle diverse forme di associazionismo per scopi sociali, assistenziali, culturali, ecc senza scopi di lucro.
E’ però necessario conoscere i diversi aspetti formali e fiscali che regolano il mondo delle associazione affinché le agevolazioni fiscali non si tramutino in omissioni sanzionabili.
Si possono inoltre trovare opportunità per reperire risorse finanziarie di sostegno all’attività istituzionale dell’ente (5 per mille, rimborsi spese, ecc.)
Per questo diamo informazione di alcuni aspetti civilistici e fiscali da ricordare nella vita dell’ente non profit.
Aspetti civilistici Apri File
Contabilità e bilancio Apri File